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alimenti che contengono ferro

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Alimenti che contengono calcio

Alimentazione

1 maggio 2014

Cos’è il calcio e a cosa serve

Quando si parla di calcio si pensa subito ai latticini che sono gli alimenti che lo contengono in maggiore quantità. Ma il calcio non si trova solo nei latticini ma in tanti altri alimenti di origine vegetale e animale.

Il calcio è indispensabile per la nostra salute, a cominciare dalle ossa perché le rende forti e resistenti. Il calcio è un’eredità da mettere “in banca” durante la giovinezza per poi poterlo utilizzare durante la vecchiaia, quando il livello sarà scarso e le ossa cominceranno a manifestare l’osteoporosi, specie nelle donne Basta 1gr. al giorno per gli uomini e 1, 5 gr. al giorno per le donne. Se le riserve di calcio che sono state immagazzinate dall’organismo sono buone, allora si potrà affrontare meglio l’anzianità e gli acciacchi a essa legati.

Il calcio è necessario anche ai denti ed è utile per la coagulazione del sangue, per il rilascio dell’insulina, per il buon funzionamento del cervello. La fonte dal quale possiamo attingere questo prezioso minerale è l’alimentazione.

Alimenti che contengono calcio

Oltre ai latticini come i formaggi, il latte, il calcio si può trovare anche in alimenti come il pesce e le verdure, ma anche in altri alimenti per cui il contenuto di questo minerale è poco noto.

Il pesce che ha un apporto considerevole di calcio è quello azzurro, in particolare le alici.

Curiosamente è contenuto nella lisca, quindi è bene mangiare quelle più piccole e con la lisca tenera. Anche il polpo è un grande apportatore di calcio, come pure l’orata, il salmone, la sogliola, le vongole, le cozze e alcuni crostacei. Oltre al calcio il pesce contiene anche gli Omega 3, grassi “buoni” che combattono i radicali liberi e l’invecchiamento.

Nel regno vegetale c’è l’imbarazzo della scelta tra gli alimenti che possono contribuire all’apporto di calcio nella dieta. Tra questi la rucola, i broccoli, gli spinaci, le cime di rapa, la lattuga, i porri, i finocchi, il sedano e i cavoli. Il vegetale più ricco di questo minerale è la salvia che ne contiene 600mg. per 100gr.

Per chi è intollerante al lattosio è un buon metodo per integrare una possibile carenza di calcio, anche nel lungo periodo, se per caso fosse necessario escludere completamente i latticini.

Allo stesso modo anche i vegetariani e i vegani possono utilizzare questi cibi per rimpiazzare l’assenza di determinati alimenti dalla dieta.

La biodisponibilità del calcio.

Ci sono alimenti e sostanze nel nostro organismo che favoriscono l’assorbimento del calcio e altri che invece lo inibiscono. La biodisponibilità è appunto la predisposizione fisiologica ad assorbire questo minerale in base a variabili come l’età, il sesso, lo stato di salute, ecc.
Di quello che mangiamo riusciamo a trattenere fino al 45% del calcio contenuto nel cibo ingerito. Tra le vitamine che favoriscono in modo assoluto l’assorbimento del calcio c’è la vitamina D che, come è noto, si sviluppa grazie all’esposizione al sole oppure con l’ingestione di considerevoli quantità di fegato di pesce (merluzzo in particolare).

Quello che invece inibisce l’assorbimento del calcio sono alimenti come i cavoli e gli spinaci che contengono gli ossalati, che in generale sono considerati degli anti nutrizionali e che quindi impediscono l’integrazione di minerali come il ferro e appunto il calcio.

Il calcio e i latticini

E’ noto che i prodotti caseari come il formaggio e il latte sono gli alimenti che contengono il calcio in maggiori quantità. Tra questi quello che ne contiene di più è il latte di mucca anche scremato, ma non sono da meno il grana, la fontina, lo stracchino, l’emmental, il parmigiano, la fontina, il groviera e molti altri.

Oltre ai latticini ci sono altri alimenti del quale è poco noto, ma di estremo interesse, il contenuto di calcio come per il lievito usato nei prodotti da forno: su 100g. ne contiene più di 5800mg. Allo stesso modo un apporto assai importante di calcio è nel basilico essiccato ma anche nel prezzemolo, nella menta, nel rosmarino, nella barretta ai cereali con frutta (ottima per i bambini). Bisogna considerare che siccome di tutti gli alimenti che ingeriamo, riusciamo a trattenere solo una parte del calcio, è bene sapere che bisogna calcolare l’apporto in base a età e stato di salute: adolescenti e donne in gravidanza per esempio hanno un bisogno che può superare 1000mg. al giorno.

© immagine: MrT HK @ flickr

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alimenti che contengono ferro

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Alimenti che contengono ferro

Alimentazione

1 maggio 2014

L’importanza del ferro.

Il ferro è un minerale indispensabile per il buon funzionamento e per l’equilibrio sia del nostro organismo sia del nostro stato psicofisico. Una mancanza di ferro infatti porta all’anemia ferropriva che provoca sintomi come stanchezza, facile faticabilità e sonnolenza, pallore, difficoltà nella memoria, irritabilità e difficoltà respiratorie. Il ferro infatti è responsabile del trasporto dell’ossigeno nel sangue grazie all’emoglobina, molecola per la quale è indispensabile.

Per contro, un eccesso di ferro nel sangue, provoca problemi cardiaci, al pancreas e malfunzionamento del fegato. La nostra fonte di ferro è l’alimentazione e per questo è bene conoscere gli alimenti che ne contengono una buona quantità come le verdure a foglia verde, il fegato di oca, il cioccolato fondente, la carne rossa, la frutta secca, i legumi.

Come assumere gli alimenti che contengono ferro.

Per integrare le risorse di ferro che mancano è bene sapere che bisogna porre attenzione alla cottura e all’accostamento degli alimenti che contengono ferro, in quanto soprattutto queste, ma non solo, possono influenzare l’assorbimento.

In tal senso è bene conoscere la biodisponibilità di un alimento, quindi il potenziale assorbimento legato ad età, sesso, stato di salute, e alla modalità di assunzione, dove esistono anche alimenti che possono favorire il suddetto assorbimento. E’ il caso per esempio degli spinaci che di per se contengono un livello elevato di ferro (per 100 gr. di prodotto ci sono 30 gr. del minerale) e corrisponde a un valore doppio rispetto a quello della carne rossa, che pure ha un buon apporto. Se si è soggetti a diarrea o si soffre di celiachia, il minerale presente nella verdura sarà eliminato dall’organismo senza aver lasciato l’apporto di ferro considerato, mentre non succede nel caso di un organismo in buone condizioni di salute.
Si dovrebbe prendere la buona abitudine ad inserire nella dieta 5 porzioni di verdura al giorno abbinate alla frutta. Il giusto apporto si aggira intorno ai 18 mg al giorno nei soggetti adolescenti, nelle donne in stato di gravidanza, durante il periodo in cui è presente il ciclo mestruale e per gli atleti o per chi svolge attività fisica a livello agonistico.

Tra gli alimenti con una considerevole quantità di ferro c’è il fegato, oltre che di oca, anche quello di bovino e delle frattaglie. Allo stesso modo ne è ricca la carne di cavallo. Parlando di pietanze di carne o frattaglie, è bene ricordare che molte spezie e odori come il prezzemolo, il rosmarino, l’origano, la paprika, lo zenzero, che si usano nella cottura, hanno un apporto di questo minerale considerevole.

Il timo essiccato è quello che ne contiene più di tutti gli alimenti in assoluto: per 100gr. se ne trovano 123 mg, e ad esso seguono, sempre essiccati, il basilico (90 mg), la menta (87 mg.), la maggiorana (82mg.) e i semi di cumino (66 mg.). Questo tipo di alimenti possono essere assunti anche in modi diversi come per esempio il basilico sotto forma di pesto, o i semi di cumino per farinacei, la menta come condimento di verdure grigliate, ecc.

Il ferro e altri alimenti.

Tra gli alimenti che contengono ferro troviamo anche il pesce e in particolare vongole, ostriche, caviale, seppia e polipo in umido, cozze. Invece, tra i legumi secchi, ci sono ceci, lenticchie, fagioli rossi e bianchi, fave sia secche che fresche e anche buona parte della frutta secca (mandorle, pistacchi, noci, nocciole, ecc.) ma soprattutto il cioccolato amaro fondente e il cacao amaro.

L’assorbimento del ferro è favorito anche dagli alimenti che contengono vitamina C (su tutti gli agrumi e i kiwi, ma anche fragole, peperoni, patate, broccoli, pomodori, meloni) . Gli agrumi in particolare, oltre alla vitamina C, contengono l’acido citrico, un ‘altro elemento che aiuta l’organismo ad assimilare il ferro. Ci sono poi alimenti che invece inibiscono i processi di sintesi nello stesso organismo e sono sostanze contenute nei vegetali, tra cui paradossalmente anche negli spinaci e nei legumi, e sono i cosiddetti ossalati.

© immagine: MrT HK @ flickr

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vino

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Vino aiuta a dimagrire

Alimentazione

1 maggio 2014

Il vino è ipercalorico? C’è chi dice no

Il vino è come il cioccolato: tutti lo demonizzano, malgrado i medici siano sostanzialmente d’accordo nel sostenere che gustarne un po’, ogni giorno, non possa che fare bene alla salute. Quello che molti non sanno, per esempio, è che il nettare del dio Bacco può essere un vero e proprio alleato nella lotta ai chili di troppo, a dispetto dei regimi dietetici che tendono a sconsigliare categoricamente l’alcol a chi desidera rimettersi in forma. Lungi da noi smentire questa regola che affonda le sue radici nella notte dei tempi, ovviamente: quello che è bene sottolineare, però, è che il vino, a differenza di altre bevande alcoliche e superalcoliche ad alta concentrazione di zuccheri e grassi, aiuta a dimagrire. Non bisogna abusarne, certo, ma berlo in maniera intelligente: stando ad uno studio spagnolo che sta smontando, pezzo per pezzo, la teoria per cui il rosso e il bianco siano ipercalorici, per esempio, è sufficiente gustarne un bicchiere a pasto per poter godere di tutti i suoi benefici.

Un bicchiere a pranzo e uno a cena per tenere il peso sotto controllo

I ricercatori di Navarro sono assolutamente convinti del fatto che il vino sia in qualche modo capace di aiutare chi è a dieta a tenere sotto controllo il peso: una tesi, questa, che sarebbe stata tra l’altro comprovata anche dai risultati ottenuti dai volontari che hanno deciso di fare da “cavia” all’interno di questo insolito esperimento. Nessuno di loro, pur bevendo un po’ di vino sia a pranzo che a cena all’interno di un regime ipocalorico, ha preso peso nel corso del test: anzi, lo ha perso regolarmente, come se si fosse limitato a bere acqua, a riprova del fatto che il nettare in questione non altera in alcun modo l’andamento della dieta. A patto che lo si beva a piccole dosi, s’intende, perché è chiaro che in caso di abuso occorra fare un discorso ben diverso: scolarsi una bottiglia al giorno, infatti, inciderebbe negativamente non sono sulla salute, ma anche sulla linea, dal momento che il vino contiene, comunque, una certa dose di zuccheri. Basta bere con intelligenza e moderazione, insomma, per non correre il rischio di vanificare gli sforzi e i sacrifici inevitabilmente richiesti nel corso di una dieta più o meno rigida.

Un alleato per il metabolismo e per la digestione dei grassi

Lo studio condotto in Spagna – che è destinato, a quanto pare, a rivoluzionare completamente il tradizionale concetto di dieta – ha dimostrato, dicevamo, che un bicchiere di vino a pasto aiuta il soggetto a dieta a tenere il peso sotto controllo. Ma non è finita qui. I ricercatori di Navarro sono altresì convinti che sia il rosso che il bianco possano avere effetti benefici sugli accumuli di grasso e sul metabolismo, al punto tale che consigliano un bicchierino di tanto in tanto perfino a chi soffre di obesità e di diabete: a detta loro non c’è nulla di male, considerando che è risaputo che un grammo di vino contiene solo ed esclusivamente 7 calorie. Un’inezia, praticamente. Ma ci sono tanti altri motivi per pensare che il vino sia un vero e proprio toccasana per la salute e per la linea: noto per le sue incredibile proprietà antiossidanti, è utile anche per contrastare l’insorgere di inestetismi come la cellulite, grazie all’alta concentrazione, nella sua composizione, di sostanze che consentono una corretta digestione dei grassi e la metabolizzazione dei cibi ingeriti. Il che spiegherebbe, allora, come mai molti medici ed esperti del settore non bandiscano a priori il nettare di Bacco dalla tavola di chi deve perdere peso e rimodellare il proprio corpo. Ma che, anzi, addirittura lo consiglino in abbinamento ad attività sportiva e regime dietetico – in particolar modo a quello mediterraneo, da sempre annoverato tra i più efficaci ed affidabili – così da sfruttarne tutte le potenzialità. Una notizia, questa, che non potrà che fare piacere a tutti, intenditori e non: perché un bicchiere di vino, oltre a fare bene all’organismo, è uno di quei piacevoli vizi che tutti potrebbero e dovrebbero concedersi. E perché fa bene, sia al corpo che alla mente.

Consiglio: Ricrea le condizioni climatiche ottimali per il tuo vino con una cantinetta vino.

© immagine: Gianni Dominici

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Rimedi per eliminare le smagliature

Beauty

1 maggio 2014

Che cosa sono le smagliature?

Le smagliature sono uno degli inestetismi maggiormente detestati dalle donne. Compaiono a causa di un rilassamento dei tessuti a seguito di un dimagrimento improvviso, di una gravidanza o della predisposizione fisiologica o da una carenza di vitamine. Può manifestarsi ad ogni età, con un’incidenza maggiore durante l’adolescenza e può riguardare sia uomini che donne. Queste ultime ne sono colpite più frequentemente per una predisposizione fisiologica e per sbalzi ormonali dovuti a gravidanze e al ciclo mestruale.

Questi fenomeni portano tutti a una mancanza di elasticità della pelle che si stende al punto da creare delle vere e proprie cicatrici chiamate in gergo tecnico “strie”. Queste striature nelle prime fasi presentano un colorito rosso violaceo e in quel frangente che bisogna intervenire per eliminarle. Quando il colore diventa bianco, invece vuol dire che sono presenti da parecchio tempo ed difficile, se non impossibile, riparare al danno apportato al derma.

Le zone interessate sono i fianchi, i glutei, le braccia, le gambe, l’addome, il seno e, sia per uomo che per donna, compaio anche sulle gambe , dietro al ginocchio e sulla schiena, in particolare nella zona lombare.

Come eliminare le smagliature?

Ma la domanda che attanaglia il pensiero di moltissime donne è “si possono eliminare?”. Con i progressi della medicina estetica, i massaggi appositamente pensati, prodotti all’avanguardia, l’alimentazione mirata e una costante attività fisica si possono curare ed eliminare.
Come detto sopra per eliminarle definitivamente si deve intervenire in modo tempestivo, a breve distanza di tempo da quando vedrete compatirle per la prima volta. In questa fase infatti nella pelle è ancora presente una buona dose di collagene che, opportunamente stimolato, può riparare l’estensione cutanea.

I trattamenti estetici “d’urto” per stimolare la rigenerazione delle cellule sono la dermoabrasione, il peeling chimico, la biodermogenesi, per quanto riguarda le smagliature di recente costituzione.

La dermoabrasione mira a eliminare l’ultimo strato di pelle e a levigarla fino a renderla morbida, vellutata e rinnovata. Ci vogliono almeno 7 sedute da 45 minuti ciascuna per vedere i primi risultati. Dopo il trattamento, la pelle risulta arrossata e per lenirla bisogna applicare delle creme apposite e non indossare indumenti stretti o troppo aderenti (regola che comunque vale sempre per far respirare la pelle e non compromettere una circolazione ottimale). Il trattamento è indolore e viene usato anche per correggere cicatrici, rughe e macchie della pelle.

Il peeling chimico è un trattamento a base di acidi chimici come acido glicolico, acido tricloroacetico, acido salicilico e altri che vengono applicati sulla zona interessata con un pennello e agiscono rinnovando la pelle e stimolando la produzione di collagene. Può richiedere più sedute e provoca un esfoliamento più o meno importante per il quale è bene applicare una crema protettiva a livello massimo.

La biodermogenesi è l’ultimo e, pare efficacissimo, ritrovato della medicina estetica che grazie a un macchinario con 2 sfere rotanti riesce a riempire i solchi lasciati dalle smagliature. Si serve di impulsi elettrici combinati con campi magnetici che riescono a stimolare la produzione di collagene ed elastina mentre migliorano la circolazione dei tessuti riportando l’equilibrio cutaneo che elimina le smagliature. E’ del tutto indolore e non c’è il minimo rischio di ustioni visto il basso voltaggio degli impulsi elettrici.

Trattamenti per le smagliature più vecchie

Per le smagliature più vecchie esistono trattamenti più decisi con il laser che stimola la crescita di pelle “nuova” fino ad arrivare all’uso della microchirurgia.

I massaggi che migliorano la situazione possono essere eseguiti con creme a base di alghe, di acido retinoico, tretinoina e acido glicolico, senza dimenticare le creme ad agenti leviganti che restituiscono tono alla pelle.

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Freeletics

Fitness

28 aprile 2014

Cos’è il Freelectis

Il freelectis è un nuovo modo di concepire l’esercizio fisico e l’attività motoria che fondamentalmente non si serve di nessun tipo di attrezzi ma sfrutta soltanto il peso del corpo o comunque il movimento a corpo libero.
Naturalmente l’esercizio fisico deve essere associato a una dieta equilibrata e che sia utile a mantenere tonici i muscoli in previsione di grandi sforzi fisici.
La regola generale del freelectis è che gli esercizi tra di loro un lasso di riposo molto breve se non addirittura nulla e per dare risultati devono essere eseguiti per oltre 60 minuti consecutivi.

La modalità degli esercizi del Freelectis

La successione di questi esercizi deve avvenire per gradi e, in ogni caso, prevede un importante sforzo fisico che è quello utile a raggiungere un determinato stato muscolare. La fatica che comportano questi allenamenti è quella caratterizza l’allenamento fin dalla prima seduta.
Il vantaggio del freelectis è che gli allenamenti possono essere svolti in una palestra come a casa propria, oppure in un parco, sulla spiaggia, nel giardino, insomma praticamente ovunque, basta sapere come svolgerli.
Gli esercizi sono chiamati con i nomi di alcuni dei greci (Aprhodite, Dione, Zeus, ecc.) e devono essere svolti almeno per 4 giorni a settimana, nella fase iniziale, fino ad arrivare ad allenarsi sette giorni su sette.

Le regole e lo sforzo fisico del Freelectis

Il freelectis prevede anche una certa elasticità per chi è alle prime armi. In base alla regola di non fare pause durante gli esercizi, ci si può fermare nel caso si senta il bisogno. E’ normale che la fatica e lo sforzo fisico, in base allo stato di forma, possa non reggere inizialmente alle regole del freelectis.
Con il progredire degli esercizi e la forza di volontà diminuirà gradatamente il bisogno di fare pause, che diventeranno sempre meno fino a quando non ne sentirete più la necessità.
La raccomandazione, che vale per tutti i tipi di attività fisica, è quella di fare sempre riscaldamento dei muscoli prima di iniziare per evitare strappi e dolore conseguente alla secrezione improvvisa di acido lattico. Allo stesso modo è bene fare streching subito dopo aver terminato gli esercizi, per concludere nel modo adeguato.

L’importanza della costanza nel Freelectis

Lo svolgimento di un’attività fisica come il freelectis non deve indurre a pensare di iniziare subito forzando la propria resistenza. Allo stesso modo non bisogna farli con fretta e rischiare di sentirsi male ma avere la pazienza di aspettare che il corpo si abitui e risponda ai progressi.
Per chi vuole sapere se è portato per questa disciplina e verificare i risultati degli esercizi, che non tarderanno a essere evidenti, può provare una sequenza della durata di poco più di un mese ( 5 settimane).
Se i muscoli fanno male indicano che siete fuori forma ma non dovete spaventarvi perché con il tempo riprenderete la vostra forma fisica, tonificando i muscoli conferendo una forma armonica al fisico. L’importante è essere costanti e perseveranti in quanto con la costanza riuscirete a mantenere i risultati ottenuti.

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Dieta per diabetici

Alimentazione

27 aprile 2014

I diabetici e l’alimentazione

E’ noto che i diabetici devono seguire una dieta povera di zuccheri. Gli zuccheri sono contenuti, oltre che nei dolci, anche nei carboidrati, quindi pane, pasta, patate, farinacei, ecc.

In Italia i diabetici sono circa 3 milioni e spesso le idee diffuse sui cibi permessi ai diabetici sono del tutto ingiustificati e demonizzati al punto che il diabete è quasi considerata una sorta di allergia a determinati alimenti.

Bisogna quindi sfatare tanti miti e comprendere quali siano effettivamente i cibi che non compromettono i livelli di glicemia nel sangue, ma soprattutto il modo di cottura, le quantità, e alcuni accorgimenti che possono rendere la vita dei diabetici più vivibile senza avere addirittura paura soltanto di assaggiare un dolce.

Ci sono sicuramente cibi che bisogna prediligere e non fare mani mancare nella dieta, le verdure che agiscono non solo in senso benefico per l’organismo ma anche come deterrente rispetto ad altri cibi che contengono zuccheri.

Perché si alzano i livelli di glicemia nel sangue

Il meccanismo che si trova alla base dell’innalzamento dell’indice glicemico è quello per quale, ingerendo troppo zuccheri, il pancreas è costretto a secernere una grande quantità di insulina che provoca uno scompenso. L’organismo quindi ne richiede ulteriori quantità per chi si tende a mangiare cibo che contenga appunto zuccheri. E’ come il cane che si morde la coda: non si esce da questo circolo vizioso ed ecco che di determinano uno stato di ipoglicemia.

Il diabete, in particolare quello di tipo 2 che è il più diffuso, fa ingrassare. Il motivo risiede nel fatto che non tutti gli zuccheri che si ingeriscono vengono smaltiti e per questi si trasformano in grasso e tessuto adiposo. La conseguenza è che è indispensabile una regolare attività fisica per mantenere un giusto peso, che a sua volta inibisce l’assorbimento degli zuccheri.

Il diabete non è congenito anche se può manifestarsi per ereditarietà, e questo vuol dire che può insorgere in soggetti in sovrappeso, obesi e che fanno una vita sedentaria: nessuno ne è immune. Anche i livelli di colesterolo altro nel sangue e la pressione arteriosa al di sopra dei limiti (90/140) sono segnali che dovrebbero indurre a fare un controllo perché sono fattori di rischio conclamati che predispongono ad contrarre il diabete.

I diabetici e i carboidrati

La dieta quindi può comprendere anche i carboidrati e recenti studi hanno dimostrato che l’unico accorgimento da prendere è mangiare pasta al dente. In questo stato di cottura non sviluppa zuccheri. Allo stesso modo le patate vanno gustate bollite e fredde. Il corpo ha bisogno di tutti i nutrienti per essere in un buon equilibrio psico-fisico e non è più necessario privarsi di alimenti effettivamente indispensabili, soprattutto per il buon funzionamento del cervello e della reattività anche in età avanzata.

Il fatto di dover fare attenzione all’assunzione di carboidrati non deve portare a prediligere le proteine della carne o dei legumi,delle uova in quanto tutto quello in cui si eccede può portare danno. Bisogna quindi rispettare le quantità che per le proteine coprono solitamente il 30% in un pasto. Anche i grassi non sono da considerarsi dannosi se consumati nelle giuste quantità, anzi sono necessari.

Per non rinunciare al dolce e alla frutta

I diabeti poi non è detto che debbano rinunciare ai dolci. Basta prepararli con i dolcificanti al posto del normale zucchero e usare farina integrale riducendo comunque le porzioni per avere la soddisfazione del palato.

Anche la frutta può essere consumata tranquillamente, magari evitando quella con un alto contenuto di zuccheri per porzione come l’uva, le pere, i cachi, la banana. Se proprio non potete farne a meno dovrete ridurre sensibilmente la quantità ad un assaggio.

Per non sbagliare quindi è bene prediligere alimenti light e integrali in quanto hanno una composizione organolettica che è favorevole ai diabetici. L’assunzione dei farmaci che combattono il diabete non deve indurre ad abusare durante i pasti di porzioni abbondanti o di dolci. La cura da seguire è per mantenere i livelli di glicemia normali in soggetti che li hanno già alti.

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Come eliminare la pancia?

Beauty

17 febbraio 2014

La problematica della pancia è un’angoscia quotidiana che sempre più uomini e donne si trovano ad affrontare. Vite spesso troppo sedentarie a causa del lavoro, un’alimentazione poco sana ed una scarsa attività sportiva possono ingigantire col tempo questa scocciatura, che alla lunga può rivelarsi molto fastidiosa. Ma esistono dei metodi per ridurre e poi eliminare definitivamente la pancia? Ovviamente si, ma è bene essere a conoscenza di molte informazioni utili. Approfondiamone alcune.

Che cosa mangiare:

La prima cosa da modificare, in caso di un eccesso di pancia, è ovviamente la propria alimentazione. Si tratta infatti di un aspetto che può essere affrontato da subito, pur avendo vite particolarmente impegnate. L’importante è prestare molta attenzione ad acquistare i cibi più adatti per un veloce smaltimento dei grassi in eccesso. La prima cosa da fare è assumere una giusta dose giornaliera di fibre (circa 30 grammi). Risultano infatti indispensabili, nella giusta quantità, per un corretto funzionamento dell’apparato digerente.

Tra gli alimenti altamente consigliati ci sono sicuramente le verdure. Sono infatti molto semplici da digerire e hanno numerosi effetti benefici per l’organismo. Un altro utile consiglio è quello di limitare il sale all’interno della nostra dieta. Al contrario di quello che si possa pensare anche le proteine sono molto importanti. Sono necessarie per avere sempre la giusta dose di energia e non aumentano il volume dello stomaco. Infine è necessario evitare gli spuntini fuori orario e mangiare sempre con molta calma, senza incorrere in una masticazione affrettata.

Le cose che devi assolutamente fare:

I punti cardine che possono guidare verso una forma perfetta sono pochi, ma vanno considerati dogmi imprescindibili. Vediamo quelli fondamentali.

  • Muoviti ed evita una vita sedentaria: spesso camminare molto può rivelarsi insufficiente. Non cullarti quindi sulle lunghe passeggiate che ti portano fino a lavoro o a casa di amici. Occorre fare di più. Sotto questo punto di vista sono molto consigliati gli sport di resistenza, da praticare almeno un paio di volte a settimana. La scelta è molto vasta ed è alla portata di tutti: corsa, nuoto, bici. Tutte attività estremamente importanti.
  • Evita zuccheri e derivati: inutile ribadire quanto questo aspetto sia importante. Non rispettando questa regola fondamentale si rischia di vanificare anche una costante attività sportiva. Si tratta di un sacrificio assolutamente imprescindibile per liberarsi definitivamente della pancia.
  • Controlla sempre quante calorie assumi: affinché il nostro organismo arrivi a bruciare il grasso deve aver esaurito tutte le calorie a sua disposizione. Risulta quindi fondamentale limitare il proprio apporto calorico. Tienilo sempre d’occhio.

Esercizi:

Vediamo ora nel dettaglio alcuni esercizi che vi aiuteranno, in pochissimo tempo, ad avere una pancia perfetta. In particolare 3 tipologie di addominali risultano molto efficaci contro un eccesso di grassi.

  • Addominali isometrici: sono più comunemente conosciuti come addominali statici. Come prima cosa ci si deve sdraiare a terra. Successivamente è necessario sollevare il corpo facendo leva sulle punte dei piedi e appoggiando i gomiti a terra. Mantenendo questa posizione per circa 10 secondi i muscoli addominali lavoreranno senza doversi muovere.
  • Addominali frontali: si tratta degli addominali più classici. La cosa più importante è non lasciare alcuno spazio tra schiena e terreno.
  • Addominali a bicicletta: sono necessari per rafforzare notevolmente gli addominali obliqui. L’esercizio è molto semplice. Basta sdraiarsi a terra, flettere leggermente le gambe e portare il gomito del braccio sinistro verso il ginocchio destro, e viceversa.

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Come snellire le cosce?

Beauty

16 febbraio 2014

Il corpo delle donne tende a presentare degli accumuli di adipe e dei concentrati di liquidi in eccesso nella zona delle cosce. La parola d’ordine per snellire le gambe in modo veloce ed efficace è sinergia, in quanto serve operare su più fronti! Un’alimentazione corretta deve essere infatti abbinata alla pratica di attività fisica mirata, nonché all’applicazione di speciali prodotti cosmetici dall’effetto mirato. Solamente la combinazione di questi fattori può assicurare uno snellimento delle cosce rapido, apportando inoltre un beneficio esteso a tutto l’organismo!

Regola numero 1: snellire le cosce con l’alimentazione

Le cosce sono una zona delicata, in quanto sulla loro superficie e sugli strati profondi si accumula la cellulite e la conseguente dispettosa pelle a buccia d’arancia. Per contrastare questi fenomeni e snellire il giro cosce, bisogna quindi scegliere un’alimentazione mirata al drenaggio dei liquidi. Il consumo di carboidrati chiede di essere relegato alla colazione e al pranzo, mentre alla sera è preferibile mangiare delle proteine di origine vegetale (legumi) e derivanti dalle carni e dal pesce magro (pollo e tacchino). Al contempo è importante mangiare molta frutta e verdura, per favorire l’apporto di vitamine, di sali minerali e assicurare il corretto drenaggio dei liquidi.

Il nemico principale della cellulite è il sale, quindi in un’ottica di dimagrimento localizzato esso deve essere ridotto ai minimi termini. Attenzione agli insaccati e ai formaggi stagionati, in quanto contengono molto sale nascosto. Al loro posto è meglio preferire prodotti super freschi e di origine vegetale. I cibi devono essere cotti in modo naturale, al vapore oppure alla piastra e conditi con un cucchiaio di olio di oliva a crudo. L’olio di oliva è molto importante, in quanto apporta elasticità alla pelle! Ogni sera deve essere consumata una tisana drenante, a base di tarassaco, liquirizia o gramigna e ogni giorno si devono consumare almeno tre litri di acqua, tiepida e a bevuta a piccoli sorsi. Il segreto è stimolare la diuresi, aiutando così l’espulsione delle tossine, per cui cerchiamo di bere tanta acqua e tante tisane naturali!

Regola numero 2: snellire le cosce con lo sport

Lo sport aiuta molto il dimagrimento, ma se l’obiettivo sono le cosce, vi sono delle attività che funzionano meglio di altre. Tra esse si annovera innanzitutto la corsa, in quanto mette in moto tutto il corpo e aiuta a snellire le cosce e a definire i glutei. Seguono gli sport acquatici, come il nuoto, l’acqua gym e l’acqua zumba, pratiche molto benefiche e divertenti. Chi ama il pattinaggio può lanciarsi in avventure giornaliere, in quanto esso tonifica molto le gambe e rafforza la muscolatura di addome e cosce. Esistono poi degli esercizi mirati, ecco tre semplici esempi da praticare giornalmente:

  • 1- l’esercizio della sedia, ovvero con la schiena appoggiata al muro cercare di sedersi su un’immaginaria seduta, ripetendo l’esercizio dieci volte, riposando e riproponendolo per altre dieci volte
  • 2-l’abbraccio, ovvero in piedi si flette la gamba e la si abbraccia. Questo esercizio va svolto in velocità, con serie di trenta volte per gamba.
  • 3- gli affondi, ovvero in piedi con le mani sui fianchi si affonda in avanti flettendo prima una gamba e poi l’altra. L’esercizio aiuta a tonificare le gambe quando si risale e, per una funzione maggiore, può essere praticato con dei pesi nelle mani.

Questi esercizi aiutano anche la schiena e la parte inferiore delle gambe, sono facili e richiedono poco tempo. per un effetto maggiore possono essere praticati al parco, così il corpo potrà ossigenarsi e godere dell’aria fresca!

Regola numero 3: snellire le cosce con i cosmetici

Ad una sana alimentazione e alla pratica dell’attività fisica deve essere affiancato l’impiego di prodotti specifici, perfetti per migliorare il microcircolo e sconfiggere la cellulite. Fra essi vi sono le creme a base di caffeina e ginseng, i fanghi a base di alghe e gli impacchi da applicare durante la notte. Ricordiamoci che questi trattamenti aiutano a sciogliere gli accumuli di adipe, ma da soli non bastano a risolvere il problema. La loro efficacia può essere incrementata con delle sessioni di massaggio linfo drenante e sicuramente applicando i prodotti con movimenti profondi e circolari. I cosmetici possono aiutare a sconfiggere la pelle a buccia d’arancia e sicuramente affinano la grana della pelle, rendendola più splendente e setosa al tatto!

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dieta dukan carne

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Dimagrire con la dieta Dukan

Alimentazione

31 luglio 2013

Dimagrire in maniera semplice e salutare è naturalmente il sogno di molte persone, così spesso si finisce con il provare diete su diete incorrendo, troppe volte, in problemi di salute non indifferenti: dimagrimento veloce e successiva ripresa di peso in maniera altrettanto veloce, disfunzione del metabolismo, esami del sangue totalmente alterati.

Ecco perché è fondamentale scegliere ed affidarsi a diete sicure, approvate dalla maggior parte dei medici, consolidate nel tempo da esperienze dirette e, soprattutto, non dannose alla salute.
Per dimagrire senza mettere a rischio la propria salute troviamo al primo posto la dieta Dukan e con questa breve guida, la valuteremo più da vicino.

Di cosa si tratta

Prima di sapere in cosa consiste, è bene fare la sua veloce conoscenza.
Il suo ideatore, Dott. Pierre Dukan, ha fatto in modo che il dimagrimento possa avvenire in maniera del tutto naturale basando la dieta sugli alimenti primari che l’uomo ha a sua disposizione fin dalle prime forme di vita sulla terra, quindi, proteine e verdure.
In totale sono 100 alimenti: 72 dal mondo animale e 28 da quello vegetale le cui dosi sono praticamente libere.

Gli alimenti

I 100 alimenti, come detto, sono proteine date dal mondo animale che comprendono quindi carni sia bianche che rosse, purché magre, pesce, volatili (es. pollo e tacchino), latticini a basso contenuto di grasso come i fiocchi di latte e la ricotta ed infine, per il mondo vegetale, troviamo ogni tipo di verdura sia cotta che cruda.

Il metodo

Il Dott. Dukan ha suddiviso la dieta in quattro fasi: attacco, crociera, consolidamento, stabilizzazione.

  • La fase più dura è la prima, ovvio,ma veloce, efficace e basata solo sull’uso dei 72 alimenti di base proteica.
  • La seconda fase, la crociera, porta a trovare il giusto peso e la dieta si basa su giornate solo proteiche e giornate dove invece si associano anche le verdure tra le 28 a disposizione.
  • La penultima fase detta di consolidamento, che dura circa dieci giorni, vede il reinserimento di alcuni cibi a piacere per far sì che il peso forma raggiunto, resti solido e fermo nonostante il ripristino di carboidrati e zuccheri.
  • La fase finale, la stabilizzazione, comincia con la totale libertà alimentare ma si basa, naturalmente, su regole fondamentali per evitare di mandare all’aria le fasi già superate. Regola principale è mantenere un giorno a settimana un menu di proteine pure.

Il primo impatto con questa dieta sembra di difficile attuazione ma in realtà non resta che pianificare con carta e penna alla mano i giorni settimanali e cominciare con buon ottimismo perché i risultati sono concreti.

MENU delle varie fasi

  • Fase di attacco: in questa fase il menu ideale è dato da una colazione che prevede caffè, yogurt e 1 uovo alla coque oppure del formaggio fresco e del prosciutto. Il pranzo sarà con uova e hamburger mentre la cena pesce e yogurt.
    Quindi, solo ed esclusivamente proteine, niente verdure né carboidrati o zuccheri.
  • Fase crociera: a giorni alterni accanto alle proteine si aggiungono le verdure, quindi a pranzo cominciano ad associarsi le insalate di indivia, ad esempio con tonno oppure fegato con broccoli, mentre a cena pomodori oppure zuppe di carote e zucchine con del pesce oppure della carne.
    Ricordarsi di alternare i giorni.
  • Fase di consolidamento: cominciano ad integrarsi limitatamente carboidrati e zuccheri, quindi sia a pranzo che a cena il menu sarà dato da carne o pesce e le verdure o le insalate potranno essere condite con sapori diversi come senape, aceto balsamico o limone.
    Unica grande regola di questo periodo è quella di dedicare un giorno settimanale solo ad un menu di proteine come nella prima fase.
  • Fase di stabilizzazione: è praticamente un menu libero.
    Tre regole incorrono a vita: un giorno settimanale sempre dedicato alle proteine, tre cucchiai al giorno di crusca per favorire la digestione e per donare il senso di sazietà e tanto tanto esercizio fisico.

Questa è la dieta ideale che può essere costruita in base alle proprie esigenze ed ai propri gusti.
Non resta che provare!

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dieta dopo parto

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Dieta dopo parto

Alimentazione

30 luglio 2013

Spesso vediamo sui rotocalchi mamme celebri che mostrano corpi in forma dopo poche settimane dal parto, non c’è da meravigliarsi, quindi, se le neo mamme si sentono un po’ confuse su come perdere peso dopo la gravidanza.

Il consiglio più sensato è di non iniziare una dieta troppo presto.
Ora che avete una nuova creatura, sono tante le cose a cui pensare, sfamare il bambino, cosa fare quando piange, cucinare, sistemare la casa e, spesso, non avete un team di tate ed istruttori ginnici come la mamma vip che invidiate tanto.

Prendete i vostri tempi per adattarvi alla nuova situazione e pian piano vi sbarazzerete anche dei chili superflui, il vostro corpo deve riprendersi dal travaglio e dal parto. Iniziare una dieta troppo presto mette a repentaglio lo stato della vostra energia fisica e mentale e può influenzare la produzione del latte materno.

Concedetevi sei settimane prima di incominciare a pensare ad una dieta e se state allattando, sarebbe preferibile attendere almeno due mesi, durante questo periodo sarete sorprese di quanto peso possiate perdere naturalmente.
Ricordate che ci sono voluti nove mesi per arrivare a partorire il vostro piccolo, concedete al vostro corpo altrettanto tempo per tornare in forma.

Mentre attendete di iniziare la vostra sospirata dieta, cercate di dedicare tempo al movimento fisico, non esercizi ginnici ma pura e semplice attività motoria. Approfittate delle belle giornate per passeggiare con il bambino spingendo la carrozzina e camminando a passo sostenuto e chiacchierate con le altre neo mamme, sistemate la casa e accendete la radio per ballare oppure mentre il bambino dorme, ritagliatevi mezz’ora di tempo per fare cyclette, magari chattando con le vostre amiche. L’attività motoria allenta lo stress, aiuta ad evitare la depressione e concilia il sonno.

Fatevi tanti sonnellini durante il giorno e andate a letto presto, un prezioso consiglio è dormire quando il bambino dorme, perche state viviendo un periodo che vi cambia totalmente la vita.
L’importante è che siate rilassate, perché non c’è pillola magica per aiutarvi a perdere peso: una dieta salutare e movimento fisico regolare sono la combinazione giusta per tornare in forma.

Quando sarà il momento giusto per una dieta, non siate troppo severe con voi stesse, avrete bisogno di un minimo di 1500-1700 calorie al giorno per mantenervi in salute ma soprattutto per conservare la vostra energia ed evitare sbalzi di umore.
Se state allattando e il bimbo ha oltre due mesi, avrete bisogno di un minimo di 1900-2200 calorie al giorno per nutrire voi stesse ed il vostro bambino, senza causare una diminuzione del latte.

Può sembrare strano, ma una dieta rigida potrebbe far naufragare i vostri propositi di dimagrire dopo il parto. Gli esperti raccomandano di mangiare una varietà equilibrata di alimenti ed assolutamente non saltare i pasti, anche se a volte, tra il bambino e tutto il resto, può essere difficile trovare il tempo per mangiare. Questo comportamento errato vi porta a mangiare di più negli altri pasti e vi sentirete sicuramente stanche e di malumore.

Cercate di fare cinque o sei piccoli pasti al giorno con spuntini sani, così avrete l’energia necessaria per tutta la giornata, scegliete un frutto, verdure come carota, sedano o finocchio, cracker integrali, uno yogurt o un bicchiere di latte parzialmente scremato.

Mangiate sano, latte e yogurt sono importantissimi perché ricchi di calcio, carne rosse e bianche sono ricchi di proteine e con basso contenuto di grassi. Non dimenticate il pesce, ricco di omega-3 e non eliminate i carboidrati che vi forniscono fonti di energia. Bevete molto durante il giorno, acqua, succhi di frutta e tisane che vi idratano, depurano e regolano il metabolismo e non dimenticate di mangiare tanta frutta e verdura.

Vediamo alcuni suggerimenti per una dieta equilibrata e completa.

COLAZIONE: latte parzialmente scremato con caffè decaffeinato o tè deteinato o spremuta o succo o frullato di frutta con fette biscottate o biscotti secchi e marmellata senza zucchero,
oppure yogurt magro con pezzi di frutta fresca e cereali integrali.

SPUNTINI a metà mattinata e metà pomeriggio: yogurt con un paio di biscotti secchi oppure frutta fresca con una fetta biscottata oppure scaglie di parmigiano reggiano con carotine o sedano e un paio di mandorle o noci.

Limitate i condimenti e privilegiate la preparazione di piatti unici, veloci e nutrienti. Eliminate bevande gassate e cibi troppo grassi e zuccherati, ma concedendovi un dolce un paio di volte durante la settimana.

LUNEDI’
  • PRANZO: pasta o riso integrale con piselli e prosciutto cotto, insalata mista di stagione;
  • CENA: carne di manzo o di cavallo alla griglia con una spruzzata di limone, fagiolini con patate, un panino piccolo o cracker integrali.
MARTEDI’
  • PRANZO: pasta o riso integrale con salsa di pomodoro, insalata di spinaci crudi con scaglie di parmigiano reggiano;
  • CENA: tonno o salmone naturale senz’olio, insalata mista di stagione, un panino piccolo o cracker integrali.
MERCOLEDI’
  • PRANZO: prosciutto sgrassato crudo dolce o cotto e melone, insalata mista di stagione, un panino piccolo o cracker integrali;
  • CENA: passato di verdure con scaglie di parmigiano reggiano.
GIOVEDI’
  • PRANZO: pasta o riso integrale con sugo di ragù, insalata mista di stagione;
  • CENA: pollo o tacchino tagliato a straccetti, asparagi o carciofi cotti in padella antiaderente.
VENERDI’
  • PRANZO: pasta alla carbonara, melanzane e zucchine grigliate;
  • CENA: pesce spada o persico o tonno o filetti di sogliola o merluzzo cotti al forno o a vapore, broccoli o cavolini di Bruxelles o cavolfiori. un panino piccolo o cracker integrali.
SABATO
  • PRANZO: insalata di riso integrale o al farro con tonno, wurstel, piselli, sedano e cubetti di emmenthal;
  • CENA: carni bianche o rosse alla griglia, insalata mista di stagione, un panino piccolo o cracker integrali.
DOMENICA
  • PRANZO: pesce spada o persico o tonno o filetti di sogliola o merluzzo cotti al forno o a vapore, insalata mista di stagione, un panino piccolo o cracker integrali;
  • CENA: pizza alle verdure grigliate.

Ulteriori informazioni sulle settimane di gravidanza!

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